GIOTTO - STORIE DI SAN FRANCESCO
Basilica Superiore di Assisi

Il ciclo delle Storie di san Francesco, situato nella Basilica Superiore di Assisi, rappresenta una delle vette più alte dell'arte occidentale e il momento in cui Giotto (o i maestri sotto la sua direzione) ha rivoluzionato la pittura.
UN RACCONTO IN 28 SCENE
Realizzato presumibilmente tra il 1290 e il 1299, il ciclo si snoda lungo la fascia inferiore della navata in 28 riquadri ad affresco. Il racconto segue la Legenda Maior di San Bonaventura, la biografia ufficiale del Santo, narrando la sua evoluzione da giovane benestante a "Poverello di Dio".
Tra le scene più celebri spiccano:
La rinuncia ai beni: Francesco restituisce le vesti al padre davanti al Vescovo, segnando la rottura con il mondo materiale.
Il Presepio di Greccio: la prima rappresentazione della Natività "viva", dove Giotto mostra un interno architettonico con realismo sorprendente.
La predica agli uccelli: simbolo della profonda connessione tra il Santo e la natura.
Giotto rompe con la tradizione bizantina introducendo tre innovazioni fondamentali:
Lo spazio tridimensionale: Gli edifici e i paesaggi non sono più fondi piatti, ma diventano "scatole prospettiche" in cui i personaggi si muovono fisicamente.
L'umanità dei sentimenti: Per la prima volta, i volti non sono icone fisse, ma esprimono dolore, stupore e gioia. San Francesco è rappresentato come un uomo reale tra uomini reali.
Il quotidiano: La scena si sposta dal sacro astratto alla realtà del Medioevo, con dettagli di vita comune, città e vesti dell'epoca.
Sebbene l'attribuzione interamente autografa a Giotto sia ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi (la cosiddetta "questione giottesca"), l'opera rimane il manifesto di un nuovo linguaggio visivo che ha aperto la strada al Rinascimento.
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