15. San Francesco d'Assisi predica agli uccelli

RIFERIMENTO LETTERARIO
Mentre Francesco si dirigeva verso Bevagna, vide molti uccelli e si mise a predicare loro. Gli uccelli, pieni di gioia, stendevano il collo, aprivano le ali, aprivano i becchi e gli si avvicinavano e lo ascoltavano dolcemente, mentre i frati osservavano da lontano. (Legenda Maior XII, 3)
CONTESTO
La scena, la Predica agli uccelli, è forse l'immagine più iconica dell'intero ciclo e dell'intera iconografia francescana. Rappresenta il momento in cui Francesco, secondo le Fonti Francescane, riconosce negli animali dei fratelli degni di ascoltare la parola di Dio.
ANALISI dell'OPERA
Nella semplicità della composizione il pittore riduce gli elementi al minimo per dare forza al gesto. A sinistra Francesco, leggermente chinato, parla con dolcezza a uno stormo di uccelli posati a terra. A destra, un grande albero rigoglioso simboleggia la vitalità della natura e funge da contrappeso visivo alla figura del Santo.
E’ un dialogo silenzioso: gli uccelli non volano via; sono dipinti in diverse attitudini, alcuni con il becco aperto come se rispondessero, altri con il capo chino in segno di ascolto. Giotto riesce a rendere visibile il legame invisibile che unisce tutte le creature in un'unica lode al Creatore.
Accanto a Francesco, un frate (probabilmente frate Masseo) alza la mano in un gesto di meraviglia. La sua reazione serve a sottolineare l'eccezionalità dell'evento: ciò che per Francesco è naturale fratellanza, per il mondo è un miracolo sconvolgente.
Francesco non sta compiendo un gioco di prestigio; sta esortando gli uccelli a ringraziare Dio per le ali, le piume e la libertà. L'affresco riflette il tema del Cantico delle Creature, dove ogni elemento del cosmo è chiamato a partecipare alla liturgia divina, ponendo attenzione sul significato e forza della “PAROLA”.
Qui Giotto dimostra che la santità può manifestarsi fuori dalle chiese e dai palazzi, in un prato, parlando a esseri considerati "infimi". La precisione nel ritrarre le diverse specie di uccelli mostra una nuova attenzione per l'osservazione naturale, tipica del rinnovamento culturale del XIV secolo.


