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10. Cacciata dei diavoli da Arezzo

RIFERIMENTO LETTERARIO

Un uomo era tormentato da spiriti maligni. Quando Francesco gli si avvicinò il demonio cominciò a gridareattraverso la bocca dell’uomo, supplicando Francesco di non tormentarlo, e riconoscendo la potenza spirituale del santo. Francesco allora fece il segno della croce sull’uomo e comandò allo spirito immondo di uscire. Il demonio fuggì immediatamente, lasciando l’uomo libero e sereno. (Legenda Maior VII,9)

CONTESTO

La scena descrive la Cacciata dei diavoli da Arezzo, uno degli affreschi più dinamici e famosi di Giotto, dove il tema della pace francescana si scontra con il disordine del male e delle lotte civili.

L'episodio narra di come Francesco, giunto presso Arezzo, vide la città sconvolta da guerre intestine e assediata da una schiera di demoni che istigavano i cittadini a distruggersi a vicenda.

ANALISI dell'OPERA

  • Giotto dipinge Arezzo con un realismo architettonico straordinario. La città è un organismo, un ammasso verticale di torri (tipiche del Medioevo italiano), palazzi e mura merlate. La pendenza degli edifici e le linee spezzate comunicano visivamente lo stato di caos e tensione in cui versa la comunità.

  • Nella parte alta, sopra le mura, si vedono piccoli esseri alati di colore scuro: sono i diavoli che, messi in fuga dalla parola del Santo, scappano terrorizzati. Giotto rappresenta il male non come un'entità astratta, ma come una forza concreta che viene letteralmente "sfrattata" dallo spazio urbano.

  • Francesco è raffigurato in ginocchio, in preghiera, mentre alle sue spalle Frate Silvestro compie il gesto di comando. Silvestro alza la mano verso la città e grida: "In nome di Dio onnipotente e per comando del suo servo Francesco, andatevene di qui, o demoni tutti!". La linea retta che parte dal braccio di Silvestro e arriva alla città è il vettore della forza divina che riporta l'ordine.

  • Alla solidità dei volumi di Francesco e Silvestro, resi con tinte calde e terrose, si contrappone l'azzurro intenso del cielo e i toni accesi delle architetture aretine, creando un equilibrio visivo che guida l'occhio dal miracolo (sinistra) alle conseguenze (destra), generando un contrasto cromatico.


Questo affresco non celebra solo un esorcismo, ma la funzione sociale di Francesco come pacificatore. La cacciata dei demoni coincide con la fine delle fazioni e delle discordie civili. Secondo le Fonti Francescane, la santità di Francesco ha il potere di risanare non solo le anime, ma anche le città e le istituzioni.

LINK MULTIMEDIALI

QUADRO 10 - Giotto - Cacciata dei diavoli da Arezzo

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