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09. Visione dei troni celesti

RIFERIMENTO LETTERARIO

Un frate vide in cielo molti seggi splendenti, e uno, più glorioso degli altri. Udì una voce che diceva: «Questo seggio fu di uno degli angeli che caddero, ed ora è riservato all’umile Francesco». (Legenda Maior VI, 6)

CONTESTO

La del ciclo è la Visione dei troni, un episodio profondamente simbolico che approfondisce il tema dell'umiltà di Francesco contrapposta alla gloria celeste.

Il dipinto si basa sul racconto di un compagno del Santo (spesso identificato con frate Pacifico), che in estasi vide in cielo cinque troni, di cui uno , il più splendido e ornato di gemme, spiccava su tutti gli altri.

ANALISI dell'OPERA

  • Giotto raffigura la gerarchia dei Cieli; nella parte superiore dell'affresco i troni celesti disposti in prospettiva. Il trono centrale, destinato a Francesco, è il più lussuoso. Una voce celeste spiega al frate che quel seggio apparteneva un tempo a uno degli angeli caduti (Lucifero) e che ora è riservato all'umile Francesco.

  • Nella parte inferiore, il santo in preghiera è ritratto in un momento di profonda devozione davanti a un altare. La sua figura è solida e terrena, ignara della visione che sta avvenendo sopra di lui. Questo contrasto serve a sottolineare che la sua gloria futura è il risultato diretto della sua umiltà presente.

  • Accanto a Francesco, il frate che riceve la visione è dipinto in un atteggiamento di estatico stupore. Giotto utilizza la posizione del corpo e la direzione dello sguardo per unire i due piani della composizione: quello umano e quello divino.

  • L'ambientazione interna dell’altare e della chiesa è resa con estrema precisione architettonica. L'altare con il ciborio e le lampade appese sono elementi della realtà quotidiana del tempo di Giotto, che rendono l'evento soprannaturale più vicino e tangibile per i fedeli della Basilica di Assisi.


La morale dell’affresco è che la vera ascesa spirituale non avviene attraverso l'ambizione, ma attraverso lo svuotamento di sé. Come riportato nelle Fonti Francescane, l'umiltà è la chiave che riapre le porte del paradiso chiuse dall'orgoglio.

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QUADRO 09 - Giotto -Visione dei troni celesti

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