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22. Verifica delle stimmate di san Francesco d'Assisi

RIFERIMENTO LETTERARIO

Dopo la morte di Francesco, i frati e molti fedeli accorsero alla Porziuncola. Sul corpo del santo erano visibilissime le stigmate, soprattutto i chiodi delle mani e dei piedi e la ferita del costato. Il vescovo di Assisi, presente al momento della morte, vide e toccò le piaghe. Anche il podestà di Assisi e altri notabili civili furono chiamati a constatare il fenomeno. Le stigmate furono quindi pubblicamente riconosciute come autentiche e non frutto di immaginazione o leggenda. (Legenda Maior XV, 5)

CONTESTO

L’“Accertamento delle stigmate” di Giotto è una scena intensa e teatrale, in cui la comunità francescana verifica con stupore e devozione i segni impressi sul corpo di Francesco. L’affresco appartiene al ciclo della Legenda Maior nella Basilica Superiore di Assisi e traduce in immagini il momento in cui i frati, dopo la morte del Santo, constatano la realtà del miracolo.

ANALISI dell'OPERA

  • La scena si svolge attorno al corpo di San Francesco, disteso e già composto per le esequie. L’atmosfera è raccolta ma vibrante: un gruppo di frati e religiosi circonda il Santo, creando una sorta di semicerchio che guida lo sguardo verso il centro narrativo. Giotto costruisce lo spazio con la sua tipica solidità volumetrica: figure massicce, panneggi pesanti, gesti misurati ma eloquenti.

  • Frate Girolamo, chino sul corpo, solleva con delicatezza una mano di Francesco per osservare da vicino il foro della stigmata. Il suo gesto è insieme clinico e devoto: Giotto lo rappresenta come un testimone affidabile, incaricato di verificare la verità del miracolo. Gli altri frati reagiscono con meraviglia composta, alcuni pregano, altri osservano con attenzione, creando un coro di emozioni sobrie ma profonde.

  • Nella parte superiore dell’affresco compaiono una Maestà in trono e un crocifisso, che collegano visivamente l’evento terreno alla sua origine divina. A destra appare anche un angelo, ulteriore segno della presenza soprannaturale che avvolge la scena. Questa sovrapposizione di piani – terreno e celeste – è tipica di Giotto, che rende visibile l’invisibile senza ricorrere a effetti miracolosi eccessivi.

  • La tavolozza è sobria: toni terrosi, ocra, blu profondi, coerenti con la spiritualità francescana. La luce è uniforme, non drammatica, e contribuisce a dare alla scena un carattere di verità quotidiana, come se il miracolo fosse parte naturale della vita dei frati.


L’affresco non rappresenta il momento in cui Francesco riceve le stigmate, ma la loro verifica dopo la morte, un tema fondamentale per l’ordine francescano, che doveva attestare la santità del fondatore. Giotto traduce questo momento delicato in un linguaggio visivo razionale, umano e credibile, capace di convincere lo spettatore della realtà del miracolo attraverso la forza della testimonianza.

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QUADRO 22- Giotto - Verifica delle stimmate di san Francesco d'Assisi

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