04. San Francesco d'Assisi prega davanti al Crocifisso di San Damiano

RIFERIMENTO LETTERARIO
Pregando il beato Francesco dinanzi all’immagine del Crocifisso, dalla Croce venne una voce che disse tre volte: «Francesco, va' e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina». (Legenda Maior II)
CONTESTO
L'affresco del Crocifisso di San Damiano, rappresenta il momento del dialogo mistico in cui la vocazione del Santo diventa operativa. Giotto qui mette in scena un'architettura che "partecipa" al dramma interiore del protagonista.
ANALISI dell'OPERA
La chiesetta di San Damiano è raffigurata in rovina, con le pareti scrostate e le capriate del tetto a vista. Giotto usa questa struttura quasi come una sezione teatrale: la chiesa è inclinata e degradata per riflettere visivamente il messaggio divino ("va' e ripara la mia casa").
Francesco è dipinto di profilo, in ginocchio, con le mani protese verso l'icona. La sua figura è tesa, in ascolto, e il suo sguardo è fisso sul volto di Cristo, creando un asse visivo che attraversa la scena diagonalmente.
Giotto raffigura con precisione il Crocifisso ligneo (DIPINTO nel DIPINTO di un'icona bizantina). Anche se nell'affresco è di dimensioni monumentali per sottolinearne l'importanza, esso mantiene le caratteristiche stilistiche dell'originale, fungendo da ponte tra il mondo fisico e quello divino.
Viene inoltre evidenziato il Contrasto tra Interno ed Esterno: Mentre l'interno della chiesa è umile e spoglio, l'esterno mostra la solidità delle mura di Assisi. Questo contrasto evidenzia il distacco di Francesco dalle sicurezze della città per abbracciare la precarietà della fede.
Giotto non rappresenta solo un restauro architettonico. L'immagine della chiesa "in pezzi" è la metafora di una cristianità che ha perso la bussola, e la sottomissione di Francesco al comando divino è il primo passo per la sua ricostruzione spirituale.




