23. Pianto di santa Chiara d'Assisi e delle compagne

RIFERIMENTO LETTERARIO
Quando le Clarisse seppero che Francesco stava per morire, furono prese da un dolore profondo. Chiesero ai frati di poterlo vedere almeno un’ultima volta. Francesco, che non poteva essere trasportato fino a San Damiano, mandò loro una benedizione speciale, piena di tenerezza e consolazione. Le sorelle, ricevuto il messaggio, scoppiarono in pianto, ma un pianto “dolce”, intriso di fede e gratitudine. Il loro dolore era grande, ma non disperato, perché sapevano che Francesco stava per entrare nella gloria. Le Clarisse piansero come chi perde un padre, ma anche come chi assiste al compimento di una promessa. (Legenda Maior XV, 5)
CONTESTO
La scena del "il Pianto delle Clarisse", è uno dei momenti più toccanti del ciclo. Il corpo di Francesco, durante il trasporto verso Assisi, viene fermato presso la chiesetta di San Damiano affinché Santa Chiara e le sue sorelle possano rendergli l'ultimo saluto.
ANALISI dell'OPERA
Giotto ritrae Santa Chiara con dolore si china sul corpo del Santo, mentre ne bacia il costato o ne stringe la mano segnata dalla ferita. È un momento di straordinaria intensità umana: l'incontro tra i due fondatori avviene nel silenzio della morte, ma nella comunione totale dello spirito.
La facciata della chiesetta di San Damiano, è dipinta con una precisione quasi miniaturistica. Giotto decora il portico con sculture e fregi cosmateschi, rendendo omaggio al luogo dove Francesco ricevette il primo mandato dal Crocifisso. La chiesa è il contenitore fisico del dolore delle donne.
Accanto alle clarisse, la folla dei cittadini di Assisi partecipa alla processione funebre. Giotto inserisce figure che si arrampicano sugli alberi (richiamando l'iconografia dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme) per vedere meglio il corpo del Santo, sottolineando la fama di santità già universale.
Mentre le Clarisse esprimono un dolore composto e devoto, la folla intorno identifica la venerazione popolare. Il corpo di Francesco, rigido e pallido, funge da centro focale su cui convergono tutte le linee di forza del dipinto.
Secondo le Fonti Francescane, questo fu l'unico momento in cui le sorelle di Santa Chiara, che vivevano in clausura, poterono vedere il corpo di colui che era stato la loro guida. L'affresco di Giotto ad Assisi immortala il riconoscimento del miracolo delle stimmate da parte della "famiglia spirituale" più stretta di Francesco.


