26. San Francesco d'Assisi guarisce il ferito di Lerida

RIFERIMENTO LETTERARIO
A Ilerda (Lérida, in Catalogna) viveva un uomo affetto da una grave malattia agli occhi, che lo aveva quasi portato alla cecità. Aveva provato ogni cura possibile, senza alcun miglioramento. Sentendo parlare dei miracoli di San Francesco, invocò la sua intercessione con grande fede. Una notte, mentre pregava, gli apparve San Francesco in visione. Il santo gli toccò gli occhi e gli disse di confidare in Dio. Al risveglio, l’uomo si accorse che la sua vista era completamente guarita. (Legenda Maior Miraculum II,4)
CONTESTO
L'affresco "Guarigione dell'uomo di Ilerda" (Lleida, in Spagna) inaugura la sezione dei miracoli postumi, dimostrando che la potenza taumaturgica di Francesco continua a operare dalla gloria celeste.
Il racconto di San Bonaventura narra di un uomo, Giovanni, ferito a morte da sicari e ormai spacciato dai medici, che viene risanato dal Santo apparso al suo capezzale.
ANALISI dell'OPERA
Giotto utilizza una tecnica narrativa "a fasi". A sinistra vediamo l'uomo sofferente nel letto, circondato da medici e familiari nello sconforto. A destra, nella stessa stanza, Francesco appare e tocca le piaghe del moribondo, risanandole istantaneamente.
I medici sono raffigurati con i loro strumenti e nell'atto di scuotere il capo in segno di resa. Giotto descrive con accuratezza le bende e la sofferenza fisica, rendendo il miracolo ancora più eclatante: dove la scienza umana fallisce, interviene la grazia divina.
Francesco non è solo; è accompagnato da due angeli che portano dei ceri, a sottolineare che la sua azione è un'estensione della volontà di Dio. Il Santo è raffigurato con un'eleganza ieratica, quasi distaccato dal dramma terreno che sta risolvendo.
L'architettura domestica è un interno trecentesco dettagliato, con soffitti a cassettoni e pareti decorate. Questo spazio chiuso e intimo serve a focalizzare l'attenzione sul miracolo che avviene nella sfera privata della sofferenza umana.
Questo miracolo è fondamentale per il culto di Francesco: prova che il Santo non ha abbandonato il mondo con la morte, ma è diventato un intercessore attivo e potente per i poveri e i sofferenti di ogni terra (non a caso l'episodio è ambientato lontano da Assisi, in Spagna).

