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Sebastiano Satta
Nuoro 1867 - ivi 1914
è stato un poeta, avvocato e giornalista italiano, considerato una delle voci più autentiche della Sardegna e della sua cultura. Nato in una famiglia nuorese, perse il padre a soli cinque anni. Dopo gli studi a Sassari e Bologna, si laureò in giurisprudenza nel 1894. Durante il servizio militare a Bologna, si avvicinò alla poesia di Carducci, che influenzò profondamente il suo stile. Nel 1893 fondò il giornale L’Isola e collaborò con diverse testate, tra cui Nuova Sardegna. Fu un intellettuale vivace, goliardico e appassionato, capace di cogliere le contraddizioni della società sarda. Le sue poesie, spesso scritte anche in lingua sarda, raccontano con intensità la vita del popolo barbaricino, le sue sofferenze e la sua fierezza.
Opere principali:
· Versi ribelli (1893)
· Canti barbaricini (1910)
· Su battizu (poesia in sardo)
Nel 1908 fu colpito da una paralisi che lo rese muto e lo costrinse a lasciare l’attività forense. Nonostante ciò, rimase lucido e continuò a scrivere fino alla morte, Satta è ricordato come il poeta che ha saputo dare voce agli umili, agli emarginati e alla bellezza aspra della Sardegna.
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