Ignazio Silone
Ignazio Silone, pseudonimo di Secondino Tranquilli
Pescina, 01/05/1900 – Ginevra, 22/10/1978
è stato uno scrittore, giornalista e politico italiano, tra le voci più lucide e impegnate del Novecento europeo. Nato in Abruzzo da una famiglia modesta, Silone visse un’infanzia segnata da lutti e povertà. Il terremoto della Marsica del 1915 gli portò via il padre, la madre e cinque fratelli, lasciandolo orfano a soli quattordici anni. Interruppe gli studi e si dedicò presto all’attivismo politico. Fu tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia nel 1921, ma ne uscì nel 1930 per dissenso verso lo stalinismo. Perseguitato dal fascismo, visse in esilio per molti anni, soprattutto in Svizzera, dove si dedicò alla scrittura e alla riflessione politica.
Opera letteraria:
La sua narrativa è profondamente legata alla condizione dei contadini abruzzesi e alla denuncia delle ingiustizie sociali. Il suo romanzo più celebre, Fontamara (1933), è un manifesto contro l’oppressione e l’emarginazione. Tra le altre opere importanti:
Pane e vino
Il segreto di Luca
L’avventura di un povero cristiano
Si definiva “socialista senza partito e cristiano senza Chiesa”, esprimendo una visione etica e spirituale della politica. Fu eletto all’Assemblea Costituente nel 1946 e partecipò attivamente alla vita culturale italiana. La sua opera è tradotta in decine di lingue e ha ricevuto numerose candidature al Nobel.



